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Vivi l'esperienza della tua vita in Norvegia

Cosa c'è di meglio che lavorare in proprio mentre conosci un posto incredibile, nuove persone e cresci personalmente e professionalmente? Osa vivere l'avventura della tua vita

L’avventura della tua vita inizia con Global Working. Siamo il ponte che ti porterà a raggiungere i tuoi obiettivi. Siamo una porta per la tua nuova vita.

Vivere in Norvegia sarà un’esperienza che porterai con te per sempre. Hai l’opportunità di scoprire un nuovo paese, una nuova cultura, nuove persone, nuovi stili di vita, diversi modi di lavorare…

Sappiamo che traslocare non è facile e che ogni processo richiede tempo. Per questo motivo, abbiamo raccolto qui alcune esperienze di persone che hanno già vissuto questa avventura o che la stanno vivendo con l’obiettivo di darvi una prospettiva migliore di cosa vuol dire vivere e lavorare in Norvegia.

Incontrare altre persone che l'hanno già fatto

Nicolò

“Sono Nicolò, un infermiere italiano di 25 anni, e vivo da un anno in Norvegia. Ho avuto una breve esperienza in Italia come infermiere, prima di imbattermi nell’agenzia di Global Working, nell’agosto 2021.

L’offerta che proponeva l’agenzia mi è subito sembrata interessante, sia perché mirava a migliorare le condizioni di lavoro della mia categoria, sia perché proponeva come posto di lavoro la Norvegia, Paese che ho sempre voluto visitare.

Di conseguenza, dopo l’invio della mia candidatura e il superamento di un primo colloquio con la referente del programma, sono subito entrato nel corso di insegnamento online della lingua norvegese, che è durato otto mesi e si è rivelato utilissimo una volta giunto sul posto.

Durante il corso di lingua, siamo stati messi in contatto con l’agenzia norvegese che ci avrebbe accolti una volta arrivati in Norvegia e abbiamo sostenuto i primi colloqui di lavoro.

Il tutto è stato gestito in modo molto professionale sia dalla nostra insegnante di norvegese, sia dalla referente del progetto, che ci hanno seguito lungo il percorso sia dal punto di vista professionale, sia umano.

Una volta arrivato in Norvegia, sono stato accolto dai dipendenti dell’agenzia norvegese, che ci hanno illustrato i loro ruoli: ad ognuno di noi viene assegnato un contatto personale, che ha il compito di mantenersi sempre in contatto sia dal punto di vista professionale (cambio di lavoro, registrazione dei turni, domande su stipendio o straordinari, richiesta ferie…), sia personale (per quanto riguarda la gestione della casa, dell’eventuale auto che viene consegnata sempre dall’agenzia…).

Questo per me, che ero alla mia prima esperienza di vita all’estero si è rivelato fondamentale, perché sono sempre stato ascoltato e, laddove possibile, accontentato dall’agenzia.

Da quando sono qui, ho sempre vissuto a Fredrikstad, una città ad un’ora e mezza da Oslo, abbastanza grande e molto ben collegata alla capitale e vivace dal punto di vista sociale, anche per la presenza dell’Università.

Per quanto riguarda il lavoro, ho sempre lavorato presso una casa di riposo (sykehjem), con pazienti che presentano vari gradi di demenza: il mio, in particolare, è un reparto schermato in quanto ci sono pazienti che possono diventare anche violenti o tentare di fuggire.

Il trattamento che si opera con questo genere di paziente, qui, è molto particolare, in quanto unisce la medicina e le normali tecniche infermieristiche a quelle che favoriscono un ambiente non soltanto sicuro ma anche famigliare per i pazienti: le stanze, ad esempio, sono personalizzate in modo da ricostruire l’ambiente in cui il paziente viveva, con mobilio o accessori che ricordano casa.

Ancora, molto importante è il rispetto di una routine, il che permette di interagire con ogni aspetto della quotidianità del paziente, su cui si ha il focus completo.

È altresì importante fare lavoro di squadra con i colleghi che, per quanto mi riguarda, mi hanno accolto nel migliore dei modi, fornendomi aiuto nella lingua da una parte e fiducia completa nelle mie capacità da infermiere, già dai primissimi giorni.

Il mio incarico prevede che io lavori di notte, per cui, ai vantaggi che si hanno già di base lavorando qui, come uno stipendio più alto rispetto a quello italiano e un maggior numero di diritti dei lavoratori, si aggiunge quello di avere più giorni liberi durante il mese che permette di fare dei piccoli viaggi, anche senza richiedere un periodo di ferie.

La mia esperienza, fino a questo momento, è stata molto positiva: la Norvegia non è solo il Paese dei Fiordi e dell’aurora boreale ma, a mio avviso, è un esempio riuscitissimo di civiltà: si va dall’apertura mentale della gente e il rispetto che ripone nell’altro, all’amore per la natura che rende il Paese uno dei più ecologici al mondo.

Sono sicuro che resterò ancora un po’ in Norvegia, perché sono davvero molto interessato a capire questa nuova cultura e molto contento e soddisfatto del mio lavoro sia linguistico che puramente professionale.

Consiglio a tutti di fare questa esperienza, perché può sia insegnare molto in termini di persona, sia rendere soddisfacente una professione che in Italia viene ancora molto sottovalutata e non riconosciuta adeguatamente sia in termini sociali che economici.

Il cambiamento, inevitabilmente, richiede sforzi e, alcune volte, dei sacrifici, ma sicuramente porta a vedere dei mondi nuovi da scoprire interamente e con nuovi orizzonti su cui posare lo sguardo.”

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